Poesie e citazioni

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Messaggio da des » 25/03/2011, 16:25

" la malizia è negli occhi di chi guarda "





:-°
evergreen



des

Messaggio da des » 19/05/2011, 13:06

"Pomo d'Adamo: Protuberanza del collo maschile provvidenzialmente fornita dalla natura per tenere il cappio al giusto posto."

Ambrose Bierce
:clap:

prugnastyle

Messaggio da prugnastyle » 11/06/2011, 17:39

make love, not war

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WXL
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Messaggio da WXL » 12/06/2011, 12:04

:arrowl: make art, not war :mrgreen:

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Hardbass94
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Messaggio da Hardbass94 » 12/06/2011, 13:51

Mi illumino di immenso :D

prugnastyle

Messaggio da prugnastyle » 12/06/2011, 16:50

WXL ha scritto::arrowl: make art, not war :mrgreen:
non ci avevo mai fatto caso :mrgreen:

;)

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Messaggio da Hardbass94 » 13/06/2011, 14:14

Il denaro dei nani non vale mai niente.

SwA

Messaggio da SwA » 14/06/2011, 7:24

Meglio non saper niente che sapere molte cose a metà.
Friedrich Wilhelm Nietzsche

:-° :-° :-° :-°

Vitto

Messaggio da Vitto » 14/06/2011, 8:44

si sta come d'autunno sugli alberi le foglie

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Messaggio da Hardbass94 » 14/06/2011, 10:37

Il dramma della vita è che a poco a poco si cresce ma si diventa saggi troppo tardi.

prugnastyle

Messaggio da prugnastyle » 14/06/2011, 12:03

WLF citazione valentino rossi :lol:

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Messaggio da Hardbass94 » 14/06/2011, 14:10

Quando hai il corpo morto ma l'anima viva sei in paradiso.
Quando hai il corpo vivo ma l'anima morta sei all'inferno.

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Ale aka il Coraz
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Messaggio da Ale aka il Coraz » 14/06/2011, 17:08

Topic stupendo

Renton

Messaggio da Renton » 18/06/2011, 12:48

La Donna a 15 anni fa la dieta, a 20 anni fa la dieta, a 30 anni si sposa e ancora a dieta, a 40 anni divorzia e cosa vuole?


GLI ALIMENTI! . . .Ma non stavi a dieta?!

cernobeat

Messaggio da cernobeat » 09/11/2011, 12:46

LO STATO SIETE VOI!

DI WENDY McELROY*

Il muro che separa Stato e società si sta sgretolando. O, piuttosto, lo Stato lo sta abbattendo con un martello pneumatico nel tentativo insistente di controllare ogni aspetto della vita produttiva e cooperativa.

Consideriamo un piccolo esempio. Pochi giorni fa, il segretario di Homeland Security Janet Napolitano ha lanciato l’ultimo di una serie di cosiddetti annunci di servizio pubblico indirizzati ai Walmart di tutta la nazione. Mentre si è in fila per comprare un cartone di latte, l’Orwelliana Napolitano vi controllerà da uno schermo televisivo e predicherà la virtù di smascherare vicini e stranieri per il reato di comportamento “sospetto”. E poi? Una “sessione d’odio” di due minuti nel reparto produzione.

Nel frattempo, l’FBI sta distribuendo brochure ad alberghi, motel, negozi, e più in particolare nelle armerie; gli opuscoli chiedono ai proprietari di informare le autorità di attività sospette da parte dei clienti come ad esempio il pagamento in contanti o l’acquisto di “torce notturne”. Un titolo sul sito Daily Paul coglie l’essenza di ciò che i federali ora considerano sospetto: “FBI Lists Purchase of Preparedness Items as ‘Potential Indicators of Terrorist Activities’.”

Le persone con cui si ha a che fare ogni giorno stanno smettendo di essere buoni vicini, commercianti onesti, e stranieri disinteressati. Stanno diventando informatori dello Stato che controllano la vostre espressioni, i vostri soldi, il vostro comportamento ed atteggiamento per segnalarlo alle autorità. Stanno smettendo di essere una “società” e stanno diventando invece “lo Stato”.

Lo Stato contro la Società
Due dei più importanti concetti in ogni discussione di libertà sono lo Stato e la società. Quasi tutti i libertari concordano che c’è una linea di demarcazione tra uno Stato e una società, ma dove esattamente?
Il sociologo del 19° e 20° secolo Franz Oppenheimer analizzò questi concetti nella sua opera The State. Egli scrisse: “Intendo con esso [lo Stato] quella somma di privilegi e posizioni dominanti che sono portati alla luce da un potere al di là dell’economia. […] Con Società intendo, la totalità dei concetti di tutte le relazioni puramente naturali e le istituzioni tra uomo e uomo”.

Le due istituzioni utilizzano metodi concorrenti e incompatibili per acquisire ricchezza e potere. Lo Stato usa quelli che Oppenheimer chiama “mezzi politici” o uso della forza; la società usa “i mezzi economici” o la cooperazione. Quello che la società produce, lo saccheggia lo Stato; se la società funziona attraverso l’accordo, lo Stato emette ordini. Così, lo Stato è il principale rivale e il nemico della società sulla quale preda per il proprio sostentamento.

L’individualista Americano del 20° secolo Albert Jay Nock ha diffuso le idee di Oppenheimer affinché il suo pensiero raggiungesse l’America. Nel suo libro Our Enemy the State (in italiano, “il nostro nemico lo Stato, ed. Liberilibri) Nock scrisse: “Prendendo lo Stato di qualsiasi luogo, rivolgendosi alla sua storia in un momento qualsiasi, non c’è differenza tra le attività dei suoi fondatori, amministratori e beneficiari e quelle di una classe criminale professionista”.

Murray Rothbard ha perfezionato questa descrizione nel suo saggio “Society without a State” (in italiano “l’Etica della libertà” e “Per una nuova libertà”, edizione Liberilibri), in cui scrisse: “Definisco lo Stato come quell’istituzione che possiede una o entrambe (quasi sempre entrambe) le seguenti proprietà:
1.Ottiene il suo reddito dalla coercizione fisica conosciuta come “tassazione”;
2.Afferma e solitamente ottiene un monopolio imposto dei servizi della difesa (polizia e tribunali) in un data zona territoriale. Un’istituzione che non possiede neanche una di queste proprietà non è e non può essere, conformemente alla mia definizione, uno Stato”.

Non tutti i libertari concordano con l’analisi anarchica di Rothbard. Anche Nock ha introdotto un terzo concetto nella sua discussione: il governo. Per Nock, il governo era un’agenzia che proteggeva i diritti individuali all’interno della società in cambio di una “tassa”. Nock non era il solo a distinguere tra il governo e lo Stato. Oppenheimer stesso lasciò una porta aperta per un ente distinto chiamato governo quando ha dichiarato, nell’introduzione a The State: “Altri possono chiamare qualsiasi forma di leadership o di governo o di qualche altro ideale lo ‘Stato’. E’ una questione di gusto personale “.

Qualunque sia il vostro gusto personale, tuttavia, l’America oggi opera chiaramente in uno Stato a caratteri cubitali — non con un governo legittimo. E, come ogni arrogante parassita, lo Stato sta iniziando a consumare e ad uccidere la società di cui si alimenta.

L’Ingegneria del Consenso

Lo Stato consuma la società o con la forza o attraverso il consenso della gente. Preferisce però farlo con il consenso. Per prima cosa, ci sono troppe persone per costringerle tutte all’obbedienza; se anche solo il 10% ha rifiutato di obbedire ad una legge, allora quella legge risulterebbe probabilmente inapplicabile.

Per lo Stato la questione diventa come convincere la gente libera a rinunciare volentieri ad una società produttiva e cooperativa a favore di uno Stato coercitivo.

Ci sono diversi modi. Per esempio, le persone possono essere convinte che lo Stato stesso non solo è produttivo, ma anche più affidabile della società. Così, agenzie come la “Food and Drug Administration” non sono solo accreditate di “produrre” sicurezza alimentare, ma anche di tenere a bada un mercato libero irresponsabile che altrimenti venderebbe cibo per bambini avvelenato. In realtà, la FDA non produce nulla; ma prosciuga la società attraverso le tasse e la regolamentazione, ed impedisce l’emersione di alternative efficaci per la sicurezza. Eppure lo Stato convince le persone che la società è il loro nemico; l’autorità è il loro amico.

Un altro metodo con cui lo Stato controlla e consuma la società è tramite il condizionamento. Nel suo saggio Discourse of Voluntary Servitude (“Discorso sulla servitù volontaria”) , il giurista Francese del 16° secolo Étienne de La Boétie analizzò la questione del perché la gente obbedisce. La ragione principale, concluse, era personalizzata. Attraverso la formazione, la gente a poco a poco perde l’abitudine ad agire come individuo libero. La Boétie osservò: “E’ incredibile come appena un popolo diventa assoggettato, cade subito in un tale oblio completo della sua libertà che difficilmente può essere risvegliato al punto di riprendersela, obbedendo così facilmente e così volentieri che si è portati a dire, nel vedere una tale situazione, che questa gente non ha tanto perso la sua libertà bensì ha vinto la sua schiavitù”.

Le generazioni che sono nate “sotto il giogo e poi nutrite ed allevate in stato di schiavitù” hanno accettato la loro condizione naturale. Perciò, era importante per lo Stato controllare come i bambini venissero cresciuti, in gran parte attraverso il controllo dell’educazione. Presto la gente arrivò a credere che la vita era sempre stata così, che la vita sarà sempre in questo modo; e, quindi, ci volle uno sforzo estremo per introdurre una nuova visione.

Ma controllare l’educazione non è stato sufficiente a soffocare il dissenso che inevitabilmente sarebbe provenuto da coloro che non potevano essere convinti né educati all’obbedienza. Lo Stato contrastò il dissenso in vari modi. Una chiave è stata quella di controllare o, almeno, monopolizzare la stampa perché “i libri e l’insegnamento danno agli uomini, più di ogni altra cosa, quel senso di comprensione della propria natura e lo portano a detestare la tirannia”. In questo modo, le autorità impedirono alla gente di confrontare il passato con il presente e, quindi, controllavano quello che la gente avrebbe creduto che fosse stato possibile in futuro.

Con il controllo delle informazioni, le autorità potevano convincere le persone che agirono per favorire il benessere pubblico, che erano l’incarnazione del bene pubblico, della legge e dell’ordine. Così, coloro che agirono o parlarono, e parlano, contro lo Stato erano, e sono, i nemici del bene pubblico.

La Boétie vide la mistificazione dello Stato come il secondo motivo più convincente del perché la gente obbediva.

Naturalmente ci saranno sempre persone che non potranno essere convinte o poste in soggezione, ma che, forse, potrebbero essere comprate. E così le autorità si impegnarono anche in una finta generosità che La Boétie identificò come un altro buon motivo per l’obbedienza: la corruzione.

Raccontò lo spettacolo di governanti che letteralmente alimentavano la gente, distribuendo scorte di cibo: “E poi tutti avrebbero gridato senza vergogna Viva il Re! ” La Boétie lo sottolineò con disprezzo.

Gli stolti non si rendevano conto che stavano semplicemente recuperando una parte della loro proprietà, e che il loro sovrano non avrebbe dato loro ciò che stavano ricevendo, senza aver prima preso da loro.

Questa corruzione diretta impallidiva, tuttavia, accanto a una forma indiretta che La Boétie chiamò “la molla e il segreto del dominio, il sostegno e il fondamento della tirannia”. Questa fu la corruzione istituzionalizzata attraverso la quale sono stati impiegati milioni di persone in posti di lavoro statali e dipendenti pubblici al fine di pagare i loro conti. Questi dipendenti statali “si aggrappano al tiranno” e gli offrono la loro lealtà. Alcuni dipendenti statali, come gli agenti di polizia, diventarono le mani dello Stato, raggiungendo tutta la società per applicare le leggi e le politiche. Gli intellettuali sostenuti dalle tasse, come professori di scuole ed università pubbliche e destinatari dei contributi pubblici, diventarono la voce dello Stato, difendendo la sua legittimità. Altri ancora, lavorando come impiegati o agenti minori, fecero avanzare inesorabilmente il meccanismo statalista.

Di generazione in generazione, è cresciuta una nuova vasta classe di persone che servivano lo Stato in cambio di un salario. Questi dipendenti statali rinnegarono volentieri la propria libertà e quella dei loro vicini. E lo fecero senza pensare perché la forza della consuetudine e la potenza dell’istruzione li hanno portati a credere che le cose erano sempre state così e sempre lo sarebbero state.

Conclusione
E, così, quando vi troverete in fila al Walmart e guarderete una Grande Sorella da uno schermo televisivo ammonire gli acquirenti che monitorare ogni vostra mossa è per il bene pubblico, capirete che questo fenomeno è il risultato di un lungo processo. Convincere le persone che la società è il loro nemico e lo Stato il loro protettore ha richiesto propaganda, scuole pubbliche, cooperazione dei media, mistificazione, e corruzione. Ci è voluto molto per convincere il prossimo a diventare lo Stato e a “consegnare anche voi” nelle sue putride mani.

*Traduzione di Johnny Cloaca, Freedonia/blogspot

Eddy89

Messaggio da Eddy89 » 09/11/2011, 13:31

Hardbass94 ha scritto:Mi illumino di immenso :D
Datti foco!!!! :lol:

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Hardbass94
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Messaggio da Hardbass94 » 10/11/2011, 10:58

:arrowu:
:lol: :lol: :lol:

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WXL
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Messaggio da WXL » 22/11/2011, 20:17

I videogiochi non influenzano i bambini. Se Pac-Man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole e ascoltando musica elettronica ripetitiva.

Mucci

Messaggio da Mucci » 22/11/2011, 21:10

sono le scelte che facciamo che dimostrano quel che siamo veramente, più delle nostre capacità.
sii il cambiamento che vuoi vedere nel Mondo.

Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore.


La Vita è troppo bella per essere insignificante!

cernobeat

Messaggio da cernobeat » 22/11/2011, 22:04

gandhi?

Mucci

Messaggio da Mucci » 22/11/2011, 23:04

La seconda sì! :)

cernobeat

Messaggio da cernobeat » 11/02/2012, 13:53

Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato. george orwell


L'Africa è povera perché i suoi investitori ed i suoi creditori sono indicibilmente ricchi naomi klein

Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti martin luther king

cernobeat

Messaggio da cernobeat » 15/02/2012, 13:44

LA STORIA DELLLA VITA E’ SEMPLICE
COME QUESTO RACCONTO.
"Una ragazzina ha deciso di dipingere un quadro con una casa in tempo per il compleanno della madre. Nella sua mente il quadro è già finito, ella sa come attuarlo nel più piccolo dettaglio, resta soltanto di metterlo giù sulla carta. Prende la scatola con i colori, il pennello e lo straccio, e piena di entusiasmo e felicità si mette al lavoro. Tutta la sua attenzione e interesse sono concentrati su ciò che fa, niente può distrarla dal lavoro in corso. Il quadro è finito in tempo per il compleanno. Con grandissima abilità ha ritratto la sua idea della casa: è un’opera d’arte perché è tutta sua, ogni pennellata è fatta per amore verso sua madre; ogni finestra, ogni porta ritratta con la convinzione che doveva essere lì. Quand’anche possa sembrare una baracca, è comunque la più perfetta casa mai realizzata in un quadro;è un successo perché la piccola artista ha messo tutto il suo cuore e la sua anima, tutto il suo essere nel farlo.
Questa è salute; questo è successo e felicità e vero servizio: servendo per amore, in perfetta libertà, ognuno a modo suo. E così scendiamo in questo mondo, sapendo quale quadro dobbiamo dipingere, avendo già tracciato un piano del nostro passaggio nella vita, e tutto quello che ci resta da fare è di metterlo nella sua forma materiale. Andiamo avanti pieni di gioia e interesse, concentrando tutta la nostra attenzione nel perfezionare quel quadro, con grandissima abilità, traducendo i nostri pensieri ed obiettivi nella vita terrena in qualunque ambiente abbiamo scelto. Poi, se seguiamo dall’inizio alla fine i nostri veri ideali, i nostri veri desideri con tutta la forza che possediamo, non c’è fallimento: la nostra vita è stata un successo splendido, sano e felice.
La stessa storiella della giovane pittrice illustra come, se lo permettiamo, le difficoltà della vita possano interferire con questo successo, salute e felicità, e ci distolgano dal nostro scopo.
La ragazzina sta dipingendo indaffaratamente e felicemente quando arriva qualcuno e le dice:”Perché non mettere la finestra qui e la porta lì, e poi il sentiero del giardino dovrebbe andare così”. Il risultato della giovane sarà di perdere totale interesse nel lavoro, può darsi che continuerà, ma ora sta mettendo giù sulla carta soltanto idee altrui. Può scocciarsi, diventare irritata, infelice o impaurita nel rifiutare questi suggerimenti o incominciare a odiare il quadro e forse strapparlo: la reazione dipenderà dal carattere della ragazzina. Il quadro finale potrebbe essere una casa riconoscibile, però sarà imperfetta e un fallimento perché è l’interpretazione dell’idea altrui e non quella della ragazzina. Non può servire come regalo di compleanno perché può darsi che non sarà completato in tempo e la madre dovrà aspettare tutto un altro anno per il suo regalo.
Questo è malattia: la reazione all’indifferenza;questo è fallimento e infelicità temporanea. Questo accade quando permettiamo ad altri di interferire con lo scopo della nostra vita e impiantare nella nostra mente dubbio, paura e indifferenza."
E. Bach

robbeHC

Messaggio da robbeHC » 03/06/2012, 12:39

Quando ti dirò, sarà un silenzio assordante.
(Anonimo nel sottopassaggio al mio paese)

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